Only 3 songs - vol. #50
Cambiare idea
L’altro giorno ho letto questa frase di Nick Cave:
“Siamo tutti umani. Ognuno di noi è un disastro, pieno di idee sbagliate e capace di cose orribili, ma non è qui il problema. L’idea più illusoria di tutte è la convinzione di essere moralmente superiore agli altri”.
Avevo già scritto questo volume di O3S, e mi è sembrato che fosse un po’ lo stesso concetto di quello che volevo dirti oggi.
Volevo dirti, in sintesi, che sto invecchiando.
Sì, te lo dico! Sto invecchiando! Perché non mi reputo più moralmente superiore in fatto di gusti musicali e quindi accetto di cambiare idea. Ma che storia è questa?!
COSA MI STA SUCCEDENDO?
Ecco 3 esempi delle mie conversioni.
In Bicicletta (1982) - Riccardo Cocciante
Mi fa strano pure a scriverlo ma d’altronde tu lo sai… Sono una persona coraggiosa. E allora lo ammetto: sebbene abbia passato una vita a snobbare Cocciante, devo riconoscere che questo album è veramente bello. L’ho scoperto tardi (non ti dico quando perché comunque ho una dignità).
Nello specifico, visto che mi chiedi qual è la mia canzone preferita dell’album, ecco a te. È l’ultima della tracklist.
English Lesson Number One (2026) - Tony Pitony
La mia più grande ammissione di colpa (pubblica) in questa sede sarà questa qui: Tony Pitony (sono vecchia e pure banale perché mica sono l’unica!).
La metto come seconda così non la leggi, tanto lo so che alla terza riga sei già a scrollare altrove perché hai una soglia dell’attenzione vergognosamente bassa (non è colpa tua, sono le big tech il male del nostro secolo).
Ebbene sì. Andre e René stavano a Mika come MandyMix stava a Emma Marrone.
Questa conversazione accadeva a settembre.
Due mesi dopo consumavo l’algoritmo di Spotify ascoltando tutti gli album almeno un trilione di volte (quelli sono i numeri necessari per pagare almeno una cena a Tony Pitony con gli ascolti Spotify).
Tre mesi dopo compravo i biglietti per andarlo a vedere live.
Ti risparmio altri dettagli della mia conversione e ti condivido invece un video dell’ultimo suo lavoro - prodotto con CanovA - che mette d’accordo la mia anima da vecchia, figlia della cultura cattolica dominante in Italia, e quella più progressista, figlia delle mie origini presumibilmente scandinave.
Un format tra l’altro meraviglioso e imperdibilissimo che fa vedere come si creano le cose - se anche a te appassionano i dietro le quinte.
In questa città (1991) - Loredana Bertè
Questo mi è sempre piaciuto. Scherzetto! Ah-ah.
Ho detto che cambio idea ma neanche è il caso di snaturarsi!
Gioiellino scritto da Pino Daniele (love you) e intepretato da Loredana Bertè.
La trap fa comunque cagare.
A sabato prossimo.
Tua Mandy



“C’è un po’ di Vanoni in questo Pitony” 🕺🏻🚲